Cosa prevede l’articolo 50 dell’ EU AI Act per chi crea contenuti con l’intelligenza artificiale.
Se hai un’attività tua e gestisci i social o il blog del tuo business, probabilmente hai già usato Canva, Midjourney, Gemini o strumenti simili per creare l’immagine di un post per Instagram o la locandina di un evento. È comodo, veloce, ed è diventato quasi normale.
Dal 2024 l’Unione Europea ha messo un po’ di regole su come dovrebbero essere dichiarati i contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Il 2 agosto 2026 entra in applicazione l’Articolo 50 sui requisiti di trasparenza. Da questa data l’obbligo di dichiarare/etichettare i contenuti generati dall’IA diventa obbligatorio.
La legge non è nata per vietarti di usare la tecnologia, ma per evitare che le persone vengano tratte in inganno.
Non mi dilungo con i riferimenti agli articoli di legge, li trovi al fondo di questo articolo, quello che ti serve davvero è capire quando va bene usare l’IA così com’è, quando devi avvisare le persone, e quando invece è meglio proprio evitare.
In pratica la zona bianca, la zona grigia e la zona nera.
Zona bianca: puoi usarla tranquillamente, senza dire nulla
Qui rientra tutto quello che è chiaramente decorativo, stilistico o di supporto grafico, dove nessuno penserebbe mai che si tratti di una foto reale.
Immagina uno sfondo astratto con colori pastello per il tuo post, un’illustrazione grafica di un mandala, un pattern per la locandina del tuo evento, un’immagine evocativa per decorare una citazione motivazionale.
Sono immagini che si vede che non sono fotografie, non ritraggono persone reali né situazioni reali, e nessuno le scambierebbe per qualcosa di autentico. Qui puoi usare l’IA liberamente, senza scritte, senza avvisi, senza pensieri.

Zona grigia: puoi usarla, ma è meglio essere trasparente
Questa è la zona in cui probabilmente ti troverai più spesso, ed è quella che richiede un minimo di attenzione in più.
Rientrano qui: la locandina di un evento con un’immagine generata dall’IA che sembra “quasi” una foto vera oppure il volto di una persona “generica” creata dall’IA usata per rappresentare simbolicamente una cliente o un’esperienza, un collage o un fotomontaggio dove mescoli una tua foto reale con elementi generati dall’IA (uno sfondo, degli effetti di luce, un cambio di abiti).
In questi casi la regola pratica è semplice: se un’immagine potrebbe essere scambiata per una foto reale, meglio aggiungere una piccola dicitura, tipo “immagine creata con l’intelligenza artificiale” in un angolo del post o nella didascalia. Non serve un disclaimer enorme: basta una riga onesta. Le persone capiscono, e in più ti proteggi da fraintendimenti.
In alternativa puoi utilizzare dei “bollini” sulle immagini che dichiarano che questa è stata generata con l’IA o è stata modificata con essa.
L’Unione Europea mette a disposizione gratuitamente un set di icone ufficiali per permettere a creatori, editori e professionisti di etichettare facilmente i contenuti generati con l’IA.
Le icone sono disponibili in 4 varianti: nero, bianco, nero con trasparenza al 50% e bianco con trasparenza al 50%. È possibile scaricare file zip contenenti tutte le icone in tutte le varianti, nei formati SVG e PNG .
Icona
Quando usarla
Esempio
Quando l’IA è stata coinvolta nella creazione di contenuti immagini, audio, video o testo pubblicato.
Crei un’immagine evocativa a contorno di un tuo servizio con persone e luoghi realistici.
Quando l’intero contenuto immagine, audio, video o testo è completamente generato dall’IA senza elementi creati dall’uomo o controllo editoriale umano (a parte il prompting)
Immagine iper-realistica di un gruppo di persone che medita in un parco di un evento fittizio.
Icona

Quando usarla
Quando l’IA è stata coinvolta nella creazione di contenuti immagini, audio, video o testo pubblicato.
Esempio
Crei un’immagine evocativa a contorno di un tuo servizio con persone e luoghi realistici.

Zona nera: qui è meglio fermarsi
Ci sono invece situazioni in cui l’uso dell’IA per le immagini diventa davvero problematico, e non è solo una questione di legge: è proprio una questione di fiducia con chi ti segue.
Evita assolutamente di usare l’IA per creare “prove” false, come generare il volto di una persona reale e riconoscibile (una tua cliente, un collega, un personaggio noto) senza il suo consenso e farla passare per autentica, creare recensioni finte “illustrate” con foto di clienti che non esistono per sembrare più credibile o con più seguito di quanto tu abbia davvero.
Questa è la zona che rovina la reputazione più velocemente di qualsiasi altra cosa. Un’immagine “carina” generata dall’IA per decorare un post va benissimo; un’immagine usata per ingannare le persone su chi sei, cosa fai o cosa hai davvero ottenuto, no.
Inoltre le sanzioni in caso di deep fake sono davvero molto salate.

Una regola facile da ricordare
Se hai dubbi su una singola immagine, fatti questa domanda: “Se chi la guarda scoprisse che è generata dall’IA, si sentirebbe ingannato?”
- Se la risposta è “no, ovviamente, è solo un fiore disegnato” → zona bianca, nessuna indicazione.
- Se la risposta è “forse resterebbe un po’ sorpreso” → zona grigia, metti una piccola dicitura.
- Se la risposta è “sì, si sentirebbe ingannato” → zona nera, non farlo.
- Se la risposta è “non lo so” → zona grigia, metti la dicitura o l’icona.
Qualche consiglio pratico per il tuo lavoro quotidiano
- Per le locandine di eventi, se usi un’immagine realistica generata dall’IA (una persona, un ambiente), aggiungi sempre la dicitura “immagine a scopo illustrativo generata con IA” o utilizza i “bollini”.
- Se hai modificato una tua immagine per indossare quel vestito del colore perfetto e con lo sfondo giusto per il tuo post, aggiungi l’indicazione che l’immagine è stata elaborata.
- Per i post Instagram puramente estetici (frasi, sfondi) non serve nessuna dicitura: sono chiaramente grafica, non fotografia.
- Non usare mai l’IA per generare il volto di una persona reale (una cliente, te stessa “modificata” in modo irriconoscibile) senza dirlo chiaramente.
- Se hai dubbi, scrivi comunque la dicitura: costa due secondi e ti mette al riparo da qualsiasi incomprensione con chi ti segue.
- Tieni un piccolo promemoria (anche solo mentale) di quali immagini del tuo profilo sono generate dall’IA: se qualcuno te lo chiede, potrai rispondere con trasparenza, e la trasparenza, oggi, è anche un valore che le persone apprezzano.
La logica è semplice: l’intelligenza artificiale è uno strumento che permette di rendere più belli i tuoi contenuti, ma funziona meglio quando resta uno strumento onesto, non un modo per far credere alle persone qualcosa che non è vero.
Riferimenti di legge
Nome ufficiale del Regolamento: Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale (legge sull’intelligenza artificiale).
Pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale UE: Pubblicato il 12 luglio 2024 nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (Serie L).
Entrata in vigore: 1° agosto 2024 (con applicazione progressiva delle norme nel corso del triennio 2024-2027).
Articolo chiave sulla Trasparenza (Immagini/Deepfake): Articolo 50 (Obblighi di trasparenza per i fornitori e gli utenti di determinati sistemi di IA).
Testo Integrale della Legge (EUR-Lex)
È la banca dati giuridica ufficiale dell’Unione Europea dove puoi leggere o scaricare in PDF il testo di legge completo in tutte le lingue ufficiali (incluso l’italiano):
EU AI Office (L’Ufficio Europeo per l’IA)
Sito della Commissione Europea dedicato al nuovo organismo competente per l’attuazione dell’AI Act, lo sviluppo di linee guida, codici di buone pratiche e standard di trasparenza:
Pagina Informativa Generale sull’AI Act
Il portale tematico della Commissione Europea che riassume il funzionamento della legge, la classificazione dei rischi e la tabella di marcia dell’applicazione:
Per la bibliografia dei riferimenti di legge è stata utilizzata una IA







